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Il contratto di rete
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Con l’introduzione dello strumento del contratto di rete più imprenditori possono collaborare in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese, scambiarsi informazioni o prestazioni, esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa. 

Il contratto di rete permette la collaborazione tra più imprese al fine di accrescere la propria capacità innovativa, competitività sul mercato sulla base di un programma comune di rete (vedi anche “importanza della rete”).

Il contratto di rete può essere stipulato per atto pubblico, per scrittura privata autenticata o per atto firmato digitalmente.

È possibile prevedere la costituzione di un fondo patrimoniale comune che:

  • non può essere diviso finché dura l’ente,
  • limita, al solo fondo, la responsabilità patrimoniale dei partecipanti al contratto per le obbligazioni assunte per l’esecuzione dell’attività di rete,
  • permette l’acquisizione della soggettività giuridica da parte della rete,
  • obbliga la rete a redigere annualmente una situazione patrimoniale.

Fino al periodo d’imposta 2013, era prevista una sospensione di imposta per gli utili di esercizio, che le imprese, aderenti ad un contratto di rete privo di personalità giuridica, accantonavano al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato, per realizzare gli investimenti previsti nel programma di rete asseverato da organismi abilitati. Tale agevolazione, scaduta nel 2013, potrebbe essere riattivata nel 2014 in seguito al rifinanziamento del fondo, stabilito dal Documento di economia e finanza.